Reflexes from “Treasure from the Wreck of the Unbelievable”

In occasione della visita alla mostra di Damien Hirst “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” abbiamo realizzato questo “cortissimo“. Una sorta di appunto visivo per documentare l’esperienza di una mostra che trova la sua ragion d’essere non per le singole opere realizzate, ma per il progetto che le accomuna. Un progetto definito nei minimi dettagli che ha che fare con l’attuale stato confusionale dell’informazione on-line (fake-news – true news). Quindi un’operazione fondamentalmente concettuale e non solo di mercato che va vista e intesa nel suo insieme, nel suo sviluppo. Nel micro filmato un omaggio a “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living”.

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Looking Art

In occasione dell’edizione 2017 di Biennale Arte a Venezia, “Viva Arte Viva” abbiamo realizzato un micro documentario che racconta, in modo sintetico, quello strano brulichio al quale i frequentatori della mostra danno “vita”. Il titolo di questa edizione di Biennale Arte, forse, riecheggia più di altri anche il punto di vista di chi fruisce e non solo di “produce” arte. Si entra e si esce. Ci si ferma e si riparte. Probabilmente, osservati da un punto di vista elevato, molto elevato, tutti questi movimenti ci accomunano a società animali microscopiche ricordandoci che la “vita” è un organismo complesso e inclusivo di tutto ciò che ci circonda senza gerarchie e suddivisioni. Come su di un palco a teatro recitiamo la nostra parte; una controparte ineliminabile del fare “arte”, “arte viva”. Per le riprese abbiamo utilizzato un iPhone 7 Plus che ci ha consentito di muoverci senza intralciare o condizionare i movimenti delle persone e passare “inosservati”.

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Rembrandt Self-Portrait

L’Image ha realizzato alcuni spot promozionali che hanno per argomento gli autoritratti di Rembrandt. Il progetto, sperimentale, intende sondare e sviluppare tutte le potenzialità inerenti alcuni plug-in di Ae puntando sull’applicazione radicale degli stessi. Una ricerca minimalista che alla somma di effetti sostituisce la parsimoniosa, ma imprevedibile, manipolazione di una medesima modalità. Una sorta di “semplificazione purificatoria” in controtendenza all’impiego di effetti stratificati e spesso sovradimensionati rispetto al soggetto che, molte volte, svanisce alienando lo scopo medesimo della comunicazione.

 

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